Negli anni, i media hanno fatto gran confusione tra queste due condizioni, usando i due termini come sinonimi quando sinonimi non sono. Due condizioni che possono essere legate tra loro, ma che sono ben diverse. Vediamo insieme.

L’infarto (miocardioco, ovvero del tessuto cardiaco) è la chiusura di una delle arterie che irrorano e riforniscono il cuore di ossigeno (le coronarie): il territorio del cuore irrorato da questa arteria chiusa diventa rapidamente carente di ossigeno e può andare incontro ad una disfunzione temporanea o permanente.
L’arresto cardiaco è la semplice interruzione della funzione di “pompa” del cuore.
Sono quindi due cose diverse e l’unica relazione che può esserci tra loro è temporale: a seguito di un infarto può insorgere una aritmia, tra l’altro defibrillabile, con conseguente arresto cardiaco. A seguito di un infarto molto esteso può esserci anche un arresto cardiaco immediato, per rottura di una parte del cuore.
L’infarto può essere preceduto da un dolore opprimente, sordo, profondo, in una regione compresa tra il naso e l’ombelico (più frequentemente torace e spalla sinistra ma anche destra, bocca dello stomaco, mandibola), spesso associato a sensazione di stanchezza e fame d’aria.
Se presenti i sintomi dell’infarto è bene chiamare il 118 e attendere i soccorsi in una posizione semiseduta, muovendosi il meno possibile per non affaticare il cuore.
Va da sé che solo in caso di Arresto Cardiaco (assenza di coscienza + assenza di respiro normale) si pratica il massaggio cardiaco e si applica il DAE.
No, non ha alcun senso applicare le piastre ad una persona cosciente con sintomi da infarto, anche se sarebbe comunque una cosa priva di rischi perché il DAE non indicherebbe la scarica. Piuttosto può essere utile “far avvicinare” un dae, senza aprirlo né accenderlo.